Descrizione in inglese: Lâargomento riguarda la traduzione in ungherese di Discourse.
Ciao a tutti! Ho iniziato a sistemare e continuare la traduzione in ungherese di Discourse. Ho quasi finito con i testi esistenti, quindi sto per arrivare al punto in cui sarebbe utile rivedere le traduzioni, o correggere quelle poche traduzioni giĂ accettate. Siamo in molti nel team di traduzione ungherese, ma non è stato svolto un lavoro sostanziale nellâultimo anno, quindi ora cerco di contattare tutti per sapere se vogliono ancora occuparsene.
Se state leggendo questa discussione, commentate dicendo con cosa vi siete occupati finora riguardo al progetto e cosa vorreste fare in futuro.
Penso sia unâottima idea. In passato lâho utilizzato come base per un forum ormai chiuso. Al momento non lo uso attivamente, ma mi farebbe molto piacere vedere completata la traduzione completa in italiano.
Ho unâistanza di Discourse attualmente in uso. Non è molto utilizzata e non mi piace tradurre attivamente senza contesto. Ma posso promettere di impostare la lingua in italiano e, se dovessi notare qualcosa di strano, lo correggerò o farò presente il problema.
Ciao! Scusa, non sono stato sul forum da molto tempo. Fin dallâinizio traduciamo seguendo la guida Come tradurre, quindi utilizziamo uniformemente il registro formale nelle nostre traduzioni. Tutti i testi giĂ revisionati sono stati redatti in questo modo.
Per quanto riguarda il metodo di aggiornamento manuale, non ne sono a conoscenza, non ci ho ancora provato.
Aggiungo inoltre che siamo diversi appassionati che si occupano della traduzione di software libero; attualmente siamo raggiungibili sui seguenti canali: Telegram, Matrix (preferiamo questâultimo). Se ti interessa, unisciti a noi; inoltre, lĂŹ potrai porre domande specifiche sulle traduzioni.
Grazie per le informazioni! Una sola cosa: hai mai sentito un forum che si rivolgesse ai propri utenti dando del âLeiâ?
Secondo lâetichetta della rete, tutti danno del âtuâ a tutti.
Noi umani ormai non ci diamo davvero del Lei (o del Voi), ma è prassi consolidata che i software informatici non si rivolgano agli utenti con il âtuâ. Anzi, quando possibile, cerchiamo di evitare il diretto apostrofo e preferiamo formulare le frasi in modo impersonale.
In passato ci sono state discussioni al riguardo nella comunitĂ e, qualche anno fa, anchâio sostenevo un punto di vista simile al tuo. Tuttavia, diversi anni fa si è formato un consenso nella comunitĂ di traduttori sullâuso del âLeiâ. Consideriamo la coerenza, nel complesso, piĂš importante delle preferenze individuali. Inoltre, ci sono ragioni pratiche: uno stile di traduzione coerente supporta meglio il lavoro frammentato nel tempo, e rende la memoria di traduzione uno strumento piĂš utile rispetto a traduzioni ad hoc.
tobiaseigen
(Tobias Eigen)
Ha separato questo argomento il
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