Si tratta in realtà di un’iniziativa molto interessante. Inserire piattaforme open source ampiamente utilizzate come Discourse nel registro dei Beni Pubblici Digitali potrebbe davvero contribuire a migliorare la visibilità degli strumenti allineati agli obiettivi di sviluppo globale. Anche l’idea di disporre di un registro centralizzato con indicatori di attività è utile per identificare progetti attivi e mantenuti nel tempo.
A questo proposito, le piattaforme digitali e gli strumenti per i servizi pubblici stanno diventando sempre più importanti per l’accessibilità e la governance in molte regioni.