Per il prossimo decennio di internet (edizione 2026)

Questo post è fantastico; apprezzo molto che tu stia aprendo questo tipo di dialogo e lo stia arricchendo con risposte così approfondite.

Ho scoperto internet negli anni ’90 e, anche se sono giovane (!), mi considero una sorta di veterano del web. Conoscevo la sua filosofia originale e, per quanto mi addolga, ne vedo il declino attuale — che si allinea con i punti sollevati in questa discussione.

Considerando come le cose si sono svolte negli ultimi anni e avendo una certa comprensione delle questioni sottostanti relative alla centralizzazione e al controllo sui dati e sulle informazioni, posso immaginare due possibili scenari:

A) Discourse con funzionalità multimediali molto più integrate, un formato hub con comunità interconnesse che vanno oltre l’ID Discourse — che ritengo un’iniziativa eccellente, se non fosse per i problemi che si incontrano quando si cerca di collegarsi ai sistemi di autenticazione di altre piattaforme (SSO, OpenID, SAML o altro).

Immagino Discourse mantenga lo scopo e lo status che ha oggi, come strumento utilizzato sia da singoli individui che da grandi aziende che continuerebbero a valorizzare gli spazi di scambio nei forum di discussione.

B) Discourse che fa parte esclusivamente della resistenza più dura, cypherpunk per obbligo e mantenuto direttamente dalla comunità, più decentralizzato e con connessioni peer-to-peer (P2P) che ne assicurano la continuità.

Come nel caso di chat private e forum che sfuggono agli algoritmi di ricerca, ai web crawler e allo sfruttamento di dati e contenuti generati dagli esseri umani a vantaggio di una manciata di istituzioni che ricevono investimenti da fondi finanziati con debito, un ciclo che sembra non avere fine.

A prima vista può sembrare triste, ma in realtà è tutto il contrario. I libri con uno scopo e un significato durano per migliaia di anni. Proprio come il protocollo TCP/IP, la condivisione di file P2P e la necessità del dialogo umano. Entrambi gli scenari mantengono Discourse come spazio di resistenza, sebbene uno sia trasparente/pubblico e l’altro nascosto/privato.

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